17.00 • Grazie Signori Grazie
Di e con Alessandro Bergallo
ingresso gratuito
In bilico tra cabaret e teatro, Alessandro Bergallo costruisce uno spettacolo vivo, in continua trasformazione, dove parola e musica si inseguono, si scontrano e si fondono.
Al centro della scena, un protagonista in viaggio: un attore, un uomo, che attraversa ricordi, fallimenti, intuizioni e rinascite alla disperata ricerca dello spettacolo ideale. Una ricerca che diventa presto qualcosa di più profondo: il tentativo, comune a tutti, di capire chi si è stati, chi si è e chi – forse – si diventerà.
Ma questo viaggio parte da un segno preciso, riconoscibile: il tormentone “Grazie Signore grazie”, nato nei primi anni 2000 con lo sketch dei Valleluja del gruppo genovese Quellilì – di cui Bergallo è stato autore e interprete – e diventato nel tempo una vera e propria cifra comica. Una parodia dell’oratorio e dei “bravi ragazzi”, ingenua e dissacrante allo stesso tempo, capace di trasformare un semplice ringraziamento in un rituale surreale e irresistibile.
Oggi quel tormentone si trasforma, evolve, diventa “Grazie signori grazie”: non più solo una gag, ma un filo conduttore che attraversa tutto lo spettacolo. Un ritornello che ritorna, cambia significato, cresce insieme al racconto: prima ironico, poi nostalgico, fino a diventare quasi una resa, o forse una consapevolezza.
Tra monologhi comici e momenti più intimi, tra personaggi surreali e frammenti autobiografici (dai Cavalli Marci ai Valleluja, fino al Teatro della Tosse), il racconto si costruisce per salti, deviazioni e illuminazioni improvvise.
A dare ritmo e respiro alla narrazione, una band dal vivo che non si limita ad accompagnare, ma entra in scena come presenza attiva: dialoga con l’attore, interrompe, sostiene, amplifica. I brani – da grandi classici a reinterpretazioni contemporanee – diventano parte integrante del racconto emotivo. In alcuni momenti la musica prende il sopravvento, in altri si intreccia con la parola, accompagnando Bergallo nei suoi pezzi e trasformando il palco in uno spazio condiviso tra teatro e concerto. E proprio il tormentone, ripreso e rielaborato musicalmente, diventa uno dei punti di incontro più forti tra parola e suono.
Il risultato è uno spettacolo dinamico, dove il confine tra recitazione e performance musicale si dissolve, e dove ogni passaggio – comico, malinconico, ironico – contribuisce a costruire un unico, fluido racconto.
Perché, in fondo, tra una battuta e una canzone, tra una caduta e una ripartenza, resta solo una cosa da dire: grazie signori grazie.