Renza e Tex RITRATTI - I ritratti di Lena - Paroldo altra Langa


Renza e Tex

Renza e i suoi Tex

Renza aveva ereditato una grande passione da suo padre, una passione che poteva forse apparire un po’ bizzarra per una giovane donna dell’Alta Langa della fine degli anni quaranta: i fumetti di Tex Willer.

I pochi momenti liberi che riusciva a ritagliarsi nella routine quotidiana fatta di faccende domestiche, cura della famiglia e lavoro nei campi e con le bestie erano dedicati alla lettura dei fumetti di Tex.

Quelli erano i momenti in cui lei poteva finalmente avere uno spazio tutto suo ed entrare in un mondo che apparteneva solo a lei. Alla fine di una giornata di fatica, nonostante la stanchezza e gli occhi che le bruciavano dal sonno, apriva l’albo di Tex e cominciava a leggere quelle storie piene di avventure. Storie che parlavano di un posto lontano, il Far West, che non era poi così diverso dal suo paese.

Tex era bello, sembrava un divo del cinema americano, di quelli che si vedevano sui giornali e che facevano impazzire le donne, ma non era questo che le piaceva.

Anche Tex, come lei, era orfano di madre ed era stato cresciuto dal padre. Tex era un abile pistolero, non sbagliava un colpo con il suo Winchester ’73 e la Colt 45 ma stava sempre dalla parte della legge, e soprattutto non sopportava i torti, difendeva i più deboli, gli sfruttati. E dire che nella vita povera dei contadini del paese di sfruttati ce n’erano tanti. Difendeva soprattutto i piccoli agricoltori, proprio come lei e Nino, dall’arroganza dei grandi proprietari di ranch.

Quelle storie parlavano dell’America dei cow boys, dei pellerossa, i Navajos, un popolo di fieri guerrieri che chiamavano Tex “Aquila della notte”. In quelle storie gli indiani cavalcano destrieri selvaggi nei deserti di terra rossa dell’Arizona sullo sfondo dei grandi canyon e i ranger come Tex e i suoi pards ingaggiavano sparatorie e duelli all’ultimo sangue con banditi di ogni genere.

C’erano le carovane dei pionieri, povera gente che cercava solo un pezzo di terra a cui appartenere, proprio come tanti di queste parti che avevano preso un bastimento e avevano attraversato l’oceano alla ricerca di un po’ di fortuna e di una vita migliore.

Adesso Renza ha novantaquattro anni e come sempre attende con trepidazione l’uscita del nuovo albo di Tex. Quando, finalmente, è tra le sue mani può cominciare a leggere una nuova avventura e tornare ad essere la ragazza che è stata.

Per poter entrare nel suo mondo bisogna chiedere il permesso. Lo sanno bene i suoi figli, che per leggere Tex a loro volta devono attendere che Renza sia giunta alla fine della storia. Guai ad osare sfogliare quelle pagine per primi.